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Geografia

Monte Sacro la vetta più alta del Gargano orientale a nord di Mattinata si eleva sino a 874 metri sul livello del mare. Il promontorio è costituito da calcare, appartenente al cretaceo e all’eocene, con tracce di tufo miocenico e pliocenico, ricco di argilla, per cui le rocce sono di colore variabile dal grigio rossastro al rosso oscuro. Il paesaggio è caratterizzato da querce, rimboschimenti di pino nero, olmi e cipressi e nelle esposizioni più fresche anche carpino nero e roverella. La pendice Sud-Est del rilievo è ricoperta per circa metà da un ceduo di leccio, l’orniello e l’Erica arborea. Il leccio, in linguaggio botanico Quercus Ilex, è tipico della macchia mediterranea, cresce dal livello del mare fino agli 800-900 metri di altitudine. Qui rappresentano le tracce delle antiche foreste sempreverdi del Gargano e della Puglia, risparmiati dai tagli indiscriminati. La superficie boschiva si è notevolmente contratta degradata dal continuo pascolo e dagli incendi .

Storia

Monte Sacro la vetta più alta del Gargano orientale a nord di Mattinata si eleva sino a 874 metri sul livello del mare. Il promontorio è costituito da calcare, appartenente al cretaceo e all’eocene, con tracce di tufo miocenico e pliocenico, ricco di argilla, per cui le rocce sono di colore variabile dal grigio rossastro al rosso oscuro. Il paesaggio è caratterizzato da querce, rimboschimenti di pino nero, olmi e cipressi e nelle esposizioni più fresche anche carpino nero e roverella. La pendice Sud-Est del rilievo è ricoperta per circa metà da un ceduo di leccio, l’orniello e l’Erica arborea. Il leccio, in linguaggio botanico Quercus Ilex, è tipico della macchia mediterranea, cresce dal livello del mare fino agli 800-900 metri di altitudine. Qui rappresentano le tracce delle antiche foreste sempreverdi del Gargano e della Puglia, risparmiati dai tagli indiscriminati. La superficie boschiva si è notevolmente contratta degradata dal continuo pascolo e dagli incendi .

Luoghi di interesse

l’impianto originario del monastero benedettino venne dotato di nuove strutture e di un raffinato impianto ornamentale. Il complesso abbaziale comprendeva fabbriche, magazzini, il battistero ,il chiostro ,la chiesa e il nartece. Diviso in tre vani quadrati da arcate a tutto sesto, sostenute da colonne con capitelli a foglie d’acanto, rosette e altri motivi floreali, il nartece è oggi l’ambiente meglio conservato. Una delle semicolonne addossate alla parete presenta un capitello raffigurante tre aquile ad ali spiegate,i cui artigli trattengono due serpenti dalle teste di drago con le fauci aperte,nel tentativo di addentare della colombe. Inoltre il nartece presenta ancora su una parete lacerti di affresco, raffiguranti una Madonna con Bambino e due santi benedettini. L’impostazione della arcate lascia presupporre una copertura con volta a crociera . Nel primo e nel secondo ambiente del nartece vi sono le porte d’accesso alla prima e alla navata centrale della chiesa basilicale romanica. Sono ancora visibili basamenti delle tre navate della chiesa, della torre campanaria, lembi della pavimentazione del chiostro, le arcate del refettorio e i muri perimetrali . L’abbazia Monte Sacro si è classificata terza nel 6º Censimento 2012 I Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano con il totale di 50.071 preferenze.
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